​#TaccuinoFotografico N.1 ~ Daido Moriyama - Stray Dog, Misawa, 1971

​#TaccuinoFotografico N.1 ~ Daido Moriyama - Stray Dog, Misawa, 1971

Un cane randagio vaga per le strade di una città giapponese. È la foto cult di un grande fotografo, Daidō Moriyama, ed una delle pagine più importanti per la fotografia contemporanea.

Metafora dell’anima solitaria dell’artista, rappresentazione di una creatura senza passato o semplice spaccato di solitudine raminga, il cane rappresentato finisce per essere una proiezione di sentimenti - non ultimo quello di un Giappone annientato dal dopoguerra - in grado di rivoluzionare del tutto l’approccio al mezzo fotografico.

Josef Koudelka. "Faccio foto della mia stessa vita"!

Josef Koudelka. "Faccio foto della mia stessa vita"!

Cos’è il gesto fotografico? Ci sono elementi che ne contraddistinguono uno in particolare rispetto a milioni di altri?

Josef Koudelka in questi stralci di intervista ci parla del suo lavoro, della sua quotidianità fotografica e della consapevolezza di essere sempre presente a se stessi ed alla propria visione.

Buona lettura!

“Non so cosa sia importante per le persone che guardano le mie foto. Quello che so è che per me è importante farle. Lavoro tutto il tempo, ma solo alcune delle mie foto mi sembrano buone. Non sono nemmeno sicuro di essere davvero un bravo fotografo. Credo che chiunque lavori come me potrebbe fare lo stesso. Ma il mio scopo non è dimostrare il mio talento. “

La Fotografia di Host e il corsetto slacciato della Storia.

La Fotografia di Host e il corsetto slacciato della Storia.

Quella che vedete è una foto del celebre fotografo di moda Horst P. Host.

È un'immagine affascinante, suadente, a suo modo leggera. Ci mostra una donna di spalle, che indossa un un corsetto appena slacciato colpita da un'illuminazione teatrale in cui spicca magistralmente la scultorea eleganza della modella ed uno sfondo aperto a perdita d'occhio.

A volerla ben vedere e con gli occhi più esatti del tempo: è una foto in cui perdersi. Un'immagine ideale da guardare mentre il mondo è pronto ad andarsene in malora.

Dare uno sguardo! Appunti di costruzione dell'immagine fotografica.

Dare uno sguardo! Appunti di costruzione dell'immagine fotografica.

L’occhio viaggia, scopre traiettorie della fotografia e naviga in percorsi non scontati (o almeno dovrebbe!)

E sappiamo bene che più la rotta è pensata e suggerita in modo accurato e non scontato dall’autore, più il piacere dell’osservatore si tradurrà in un’estasi visiva.

Fotografie da svelare, enigmi da risolvere.

Fotografie da svelare, enigmi da risolvere.

In fotografia non esistono scorciatoie.

Chi ingenuamente è convinto che basti mettere una macchina fotografica di fronte ad un soggetto e premere il click, molto spesso è quasi subito raggiunto da estenuanti frustrazioni.

Si potrebbe, ma solo per semplificarsi la vita e non farla troppo lunga, andare al cuore delle cose e parlare di connessioni.

Ritratto di fotografo: Elliott Erwitt

Ritratto di fotografo: Elliott Erwitt

È una fotografia rilassata ed intelligente quella di Elliott Erwitt.

Perlopiù ritratti - nel senso più ampio e provocatorio del termine - per tracciare relazioni tra esseri umani, pensieri, sentimenti.

Elio Romano Erwitz, questo il suo vero nome, è innanzitutto un cosmopolita: nasce a Parigi da una famiglia di ebrei russi, trascorre l’infanzia in Italia per ritornare di nuovo in Francia per emigrare poi negli Stati Uniti per sfuggire alle leggi razziali. 

Il potere dell'Invisibile: la Parigi fotografata da Eugène Atget

Il potere dell'Invisibile: la Parigi fotografata da Eugène Atget

Se oggi rendiamo giustamente merito al più grande catalogatore fotografico di Parigi, un tempo non fu affatto così.

Eugène Atget non fu mai considerato in vita un'artista, né tantomeno un fotografo particolarmente degno di nota. Il vero successo arrivò con il riconoscimento di una grande fotografa americana, Berenice Abbott che nel 1930 pubblicò Atget, Photographe de Paris e ne sancì la fama internazionale.

Henri Cartier-Bresson: la fotografia è un furto!

Henri Cartier-Bresson: la fotografia è un furto!

Henri Cartier-Bresson ha sempre vissuto la propria fotografia con spirito da fuggiasco, consapevole del fatto che le preziose dissincronie del caso difficilmente si ripresenteranno due volte nello stesso luogo. 

Ecco perché quando scattava il suo era più che altro un gesto nervoso, uno sfilare di nervi tesi all’inseguimento di un istante difficilmente ripetibile ed in cui bisognava manifestare tutta l’abilità e la violenza del furto

Di Foto, Nuvole, Granai e Poesia

Di Foto, Nuvole, Granai e Poesia

“Non importa quanto lenta sia la pellicola, lo spirito rimane sempre fermo per il fotografo che ha scelto”.

Bum. Che frase! 

L’ha detta un fotografo. Uno dei più grandi, il suo nome è Minor White.

Se non lo conoscete ancora e la Fotografia è affar vostro, correte immediatamente ai ripari.

Per Minor White il paesaggio è un paesaggio interiore. Niente cartoline, grazie!

Capire La Fotografia: Hot Shot, East Bound (1956) di Winston Link

Capire La Fotografia: Hot Shot, East Bound (1956) di Winston Link

Ogle Winston Link prese il suo treno fortunato, fotograficamente parlando, nel 1955. 

Ed era, non a caso la sua prima fotografia notturna di un treno a vapore. 

Nel maggio dello stesso anno venne a sapere che la Nortfolk & Western Railways avrebbe di lì a poco ritirato definitivamente e per sempre tutti gli esemplari di locomotive a vapore ancora rimasti. Partì così per una corsa contro il tempo impegnandosi a documentare gli ultimi giorni del vapore sulla strada ferrata.

Capire La Fotografia: The Last Resort (1986) di Martin Parr

Capire La Fotografia: The Last Resort (1986) di Martin Parr

Un gruppo di ragazzi attende in fila disordinata il proprio turno per poter prendere hot dogs ed una bibita in un fast food di una modesta stazione balneare inglese.

Potrebbe essere una fotografia banale, del tutto superflua, ma non se dietro l’obiettivo c’è Martin Parr.

Parr è un fotografo documentarista che iniziò a scattare a colori negli anni Ottanta in Inghilterra. Conosciuto già negli anni Settanta come fotografo bianco e nero e con una predilezione fotografica incentrata su scene tipicamente inglesi di vita ordinaria, percepì gli anni contraddistinti politicamente dall'avvento del governo Thatcher come una svolta per soffermarsi sulla decadenza della costa inglese, in particolare del New Brighton (dove la maggior parte delle sue prime foto a colori sono ambientate), raccontandone con particolare ironia e sarcasmo i vizi e le contraddizioni del luogo.

Capire La Fotografia: Wall Street (1915) di Paul Strand

Capire La Fotografia: Wall Street (1915) di Paul Strand

Quella che potrebbe sembrare un'immagine rubata di strada, fu invece un'immagine accuratamente pianificata da Paul Strand nel 1915.

Il fotografo si posizionò infatti in cima alle scalinate Treasury che dominano Wall Street creando un paesaggio urbano in grado di catturare come disse lui stesso "il movimento astratto in grado di fare da contrappunto tra la schiera di queste figure in scuro create dall'edificio e le sfuggenti ombre sottostanti".

E' una fotografia del tutto innovativa per il primo Novecento, soprattutto per un fattore ormai oggi scontato, ma non trascurabile per l'epoca: il fotografo qui decide di puntare l'obiettivo direttamente sulla strada.

Quando il fotografo non chiede sorrisi ma verità.

Quando il fotografo non chiede sorrisi ma verità.

Il ritratto come compiacimento della figura del soggetto fotografato, è solo un opzione. Poi c'è la Fotografia, quella che riflette, che ragiona. Forse c'è l'antiritratto

Fu un fotografo di nome Mike Disfarmer (foto in basso) tra i primi a portare all'estremo il potere discrezionale del fotografo realizzando ritratti non più come le persone volevano farsi vedere, ma come lui stesso le voleva mostrare. Parte dei clienti incredibilmente non si scoraggiò e continuò a frequentare il suo studio nella cittadina di Heber Springs, nell'Arkansas incuriositi dal poter finalmente guadagnare qualcosa da una fotografia: un punto di vista su loro stessi.