La Street Photography ed il mito della distanza ravvicinata

La Street Photography ed il mito della distanza ravvicinata

Tra tutti i generi fotografici la street photography è sicuramente il più diretto, il meno filtrato e quello maggiormente in grado di sviluppare un immediato ed empatico feedback tra il fotografo e la realtà circostante.

Sentirete parlare spesso della necessità di andare molto vicino ai soggetti per realizzare grandi foto di strada, ed alcuni fotografi saranno addirittura pronti a giurare che non vi sia altro modo di scattare grandi fotografie di strada se non da una distanza ravvicinata.

Ma è proprio vero?

Bill Brandt: uno sguardo in contrasto

Bill Brandt: uno sguardo in contrasto

Sarebbe forse privo di esagerazione definire Bill Brandt (1904-1983) come il più misterioso fotografo del XX secolo. Le sue fotografie sono immagini senza tempo, a prima vista apparentemente semplici, pronte invece a regalare all’osservatore più attento il mistero di un significato ulteriore in grado di situarsi al confine tra reale ed irreale.

Fotografia e Spontaneità: le regole del caso.

Fotografia e Spontaneità: le regole del caso.

Molte affascinanti fotografie basano la loro componente essenziale sulla spontaneità

Sarà bene chiarirlo subito: la spontaneità in fotografia è qualcosa che va fortemente ricercato e mai un dono che il fotografo riceve senza alcuno sforzo. Piuttosto, al contrario di quello che si potrebbe pensare, arrivare ad una vera spontaneità nel fotografare è frutto di un intenso lavoro su sé stessi e sulla nostra pratica fotografica.

Louis Faurer: New York chiusa in un pugno in tasca

Louis Faurer: New York chiusa in un pugno in tasca

C'è un fotografo che più di ogni altro ha intriso la grana delle sua fotografie nelle notti di New York. 

Luis Faurer nasce a Filadelfia da una famiglia polacca. Considerato un da molti un fotografo per fotografi fu sempre poco conosciuto dal grande pubblico, per quanto invece instancabilemnte osannato dagli addetti ai lavori per il suo stile fotografico pieno di fascino ed umanità nel raccontare la vita di strada americana.

Dove Stiamo Guardando?

Dove Stiamo Guardando?

C'è qualcosa di dannatamente affascinante in questa fotografia di Joel Sternfeld. Qualcosa nel luogo, nella luce calda e nel modo che hanno i protagonisti di stare vicino e di creare una connessione con lo spazio circostante. 

Ma soprattutto ci sono gli sguardi: l'uomo guarda direttamente in macchina cercando una connessione con lo spettatore e la ragazza guarda lontano, lo sguardo perso altrove.

Ecco la magia della foto, per quanto evidente, sta tutta qui. In questa dissincronia degli sguardi: uno presente, tangibile; l'altro distante, inafferrabile, proteso in un futuro lontano. 

Alvarez Bravo: Luce Messicana

Alvarez Bravo: Luce Messicana

Il grande poeta Octavio Paz chiamava le sue immagini realtà in rotazione. Henri Cartier-Bresson lo definì come il vero realista, eppure il nome di Manuel Alvarez Bravo (1902-2002) è ancora troppo poco conosciuto e studiato, malgrado sia incontestabilmente considerato il più grande fotografo messicano di tutti i tempi.

La sua fotografia sospesa tra documentarismo e surrealismo (ma forse sarebbe meglio parlare di realismo magico) è piena di suggestioni raffinate.

Nato nel 1902, crebbe durante la rivoluzione messicana. Imparò ad utilizzare la macchina fotografica mentre lavorava per il governo ed in seguito ad un modesto successo (vinse un piccolo concorso fotografico) si convinse definitivamente ad abbracciare la fotografia documentando gli usi e le tradizioni popolari del Messico.