Fotografie da svelare, enigmi da risolvere.

  André Kertész, Martinique, 1972.

 André Kertész, Martinique, 1972.

In fotografia non esistono scorciatoie.

Chi ingenuamente è convinto che basti mettere una macchina fotografica di fronte ad un soggetto e premere il click, molto spesso è quasi subito raggiunto da estenuanti frustrazioni.

Si potrebbe, ma solo per semplificarsi la vita e non farla troppo lunga, andare al cuore delle cose e parlare di connessioni.

La fotografia non è mai formata semplicemente da "stati di cose", quanto dalle loro connessioni. Dai loro legami, dai rapporti espliciti o impliciti che è in grado di instaurare. Come gli elementi si combinano tra loro e che rapporto hanno? Che valore ne attribuisce il fotografo e quale l'osservatore?

La cosa migliore che si può produrre con una fotografia sono domande. Ovvero l'opposto di un sistema finito, rigido, quello che sottintende la pretesa illusoria di una risposta.

Penso a questo mentre guardo questa fotografia di Andre Kertész.

Non bastano l'uomo, le nuvole, l'orizzonte, il vetro. No, la fotografia qui è piuttosto un enigma da svelare.

Ed è quello che dovrebbe chiedere ogni buona fotografia ad ogni osservatore attento.

Svelami il mio segreto, risolvimi.

 

Valerio Cappabianca