La Fotografia di Host e il corsetto slacciato della Storia.

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Quella che vedete è una foto del celebre fotografo di moda Horst P. Host.

È un'immagine affascinante, suadente, a suo modo leggera. Ci mostra una donna di spalle, che indossa un un corsetto appena slacciato colpita da un'illuminazione teatrale in cui spicca magistralmente la scultorea eleganza della modella ed uno sfondo aperto a perdita d'occhio.

A volerla ben vedere e con gli occhi più esatti del tempo: è una foto in cui perdersi. Un'immagine ideale da guardare mentre il mondo è pronto ad andarsene in malora.

La foto, allestita negli studi di Vogue di Parigi fu scattata nell'agosto del 1939 qualche giorno prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Lo stesso Horst disse a proposito: "Fu l'ultima foto che feci a Parigi prima della guerra, si sapeva già che qualsiasi cosa fosse successa, la vita sarebbe stata completamente diversa dopo... i vestiti, i libri, l'appartamento tutto sarebbe rimasto dietro le spalle".

Questa concettualità nelle opere di Horst non è nuova, soprattutto se espressa da un fotografo come lui che credeva fermamente che la fotografia non abbia alcun rapporto neanche lontano con la mera realtà ma piuttosto con l'attrazione visiva, la sensualità percepibile dall'occhio. Con qualcosa insomma che andava ostinatamente e faticosamente ricercato.

Da qui quella gigantesca ombra in primo piano, indefinibile, tipica della fotografia di Host, che da una parte esalta gli intrecci delle stringhe del corsetto e dall'altro introduce un'ombra (figurativa e simbolica) capace di abbattersi su un'epoca che ora, guardandola bene a posteriori, ci appare troppo artificiale, priva di solidità.

Horst - dal canto suo - perfettamente cosciente di tutta questa artificialità,  introduceva sempre un po' di confusione nelle sue immagini per far risaltare la grazia del resto della foto e dare un soffio di vita a quel che poteva sembrare fredda perfezione riprodotta in studio. Ma anche del tutto cosciente che la confusione, oltre che da un corsetto slacciato si sarebbe presto affacciata, e prepotentemente anche, dalla finestra più vasta e meno controllabile della Stor

Valerio Cappabianca