Louis Faurer: New York chiusa in un pugno in tasca
 Louis Faurer,  Times Square, New York, 1950

Louis Faurer, Times Square, New York, 1950

Desidero intensamente raccontare la vita come la vedo, come la sento. Finché sarò stupefatto dagli eventi, dalle espressioni, dai movimenti, mi sentirò sicuro abbastanza per continuare e tutti i miei dubbi svaniranno.
— Luis Faurer
 Louis Faurer, New York, 1949

Louis Faurer, New York, 1949

C'è un fotografo che più di ogni altro ha intriso la grana delle sue fotografie nelle notti di New York. 

Louis Faurer nasce a Filadelfia da una famiglia polacca. Considerato un da molti un fotografo per fotografi fu sempre poco conosciuto dal grande pubblico, per quanto invece instancabilemnte osannato dagli addetti ai lavori per il suo stile fotografico pieno di fascino ed umanità nel raccontare la vita di strada americana.

Stimolato dalla passione per la pittura, tanto da spingerlo a soli 13 anni ad inviare disegni alla Disney (salvo una volta ottenuto il colloquio rifiutare per ovvi motivi di età e di distanza dato che la sede era in California), decide all'età di 21 anni di comprare la sua prima macchina fotografica iniziando a scattare le prime fotografie di strada, passione che lo porterà nel 1947 a prendere la decisione di trasferirsi definitivamente a New York.

Qui lavora per Junior Bazar (una versione dedicata ai giovani, costola della celebre rivista di moda Harper's Bazaar) conoscendo il celebre fotografo Robert Frank, che diventerà negli anni un importante punto di riferimento fotografico e di vita, tanto da cedergli addirittura un posto nel suo loft in compagnia dei suoi nove gatti.

New York rappresenta a quel periodo per il giovane Louis Faurer un'autentica rivelazione: una città mai stanca, piena di violenza ma allo stesso tempo di umanità. Il fotografo poserà il suo sguardo su questa città raccontandone in primis la malinconia, fatta di gesti intimi, di passanti raccolti ognuno nel bozzolo segreto della propria esistenza.

 Louis Faurer, Deaf Mute, New York 1950

Louis Faurer, Deaf Mute, New York 1950

La street photography di Louis Faurer in questo senso rappresenta totalmente il rovesciamento dei classici cliché attribuiti al genere.

Nelle sue composizioni troviamo innanzitutto una grande voglia di raccontarsi attraverso i protagonisti delle proprie fotografie. Il fotografo qui non è solo un cacciatore di situazioni irripetibili, ma piuttosto un regista pronto a prestare la propria voce malinconica agli eventi che si trova a fotografare.

 Louis Faurer, Champion, New York, 1950

Louis Faurer, Champion, New York, 1950

Riuscendo a introdurre nelle sue fotografie tutte le aspettative del periodo del dopoguerra americano cristallizzate in un linguaggio visivo fatto di insegne luminose di banche, venditori ambulanti, cinema, auto sfreccianti nella notte, ognuna a suo modo intenta a raccontare storie piene di eleganza dove l'elemento interiore dei passanti e quello esteriore della strada sono in grado di trovare una sintesi perfetta nel bianco e nero delle sue stampe.

Questa propensione alla narrazione intima gioca continuamente con i trucchi visivi della sovrapposizione per evocare diversi piani narrativi.

Se verrebbe infatti istintivo parlare di semplice foto di strada, alcuni particolari delle sue foto sembrano volutamente portarci più nei territori della foto prettamente umanistica, quasi esistenziale.

  Louis Faurer, Accident, New York, 1952

 Louis Faurer, Accident, New York, 1952

In questo scatto ad esempio (vedi sopra) qual è la relazione tra l'esile figura in primo piano e la scena urbana in secondo piano? Ed in quel gesto di protezione del giovane non c'è anche tutto il freddo dell'esistenza umana contrapposto a qualche attimo di sterile e borghese finzione rappresentata dalla coppia imbellettata al margine destro del fotogramma?

Per quanto mi riguarda pochi fotografi hanno saputo andare così vicino al cuore delle cose come ha saputo fare Faurer. Pochi hanno saputo stupirsi in modo così originale di fronte agli eventi della vita umana. 

 Louis Faurer, New York, 1945-50

Louis Faurer, New York, 1945-50

Valerio Cappabianca

Valerio Cappabianca